Il ritorno tra i banchi si preannuncia amaro per molte famiglie italiane. Questo almeno è quanto emerge dalle stime elaborate dell’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati Istat. Secondo l’Unc il 2025 porterà con sé nuovi rincari per il materiale scolastico: dai libri alle matite, dalla carta agli evidenziatori.
Paolo Ambrosini, presidente Ali Confcommercio, però non ci sta e risponde ai rilievi: “Ci sono associazioni di consumatori che sembrano più interessate a tutelare gli interessi di alcuni operatori commerciali piuttosto che proporre soluzioni per sostenere le famiglie nel compito educativo dei propri figli; noi come Ali Confcommercio da tempo proponiamo la detrazione fiscale per i libri di testo che unita ai contributi economici per le situazioni di maggior disagio, può rappresentare a nostro avviso la soluzione al tema, peraltro sempre troppo gridato, del caro libri”.
Secondo l’Associazione dei librai, la vera sfida infatti è individuare misure che aiutino concretamente le famiglie, e non “facili proclami ‘populisti’, che hanno l’unico effetto di raccogliere qualche like e che propongono soluzioni che avvantaggiano alcuni operatori in danno di altri, ma lasciano comunque le famiglie da sole ad affrontare una spesa importante i cui benefici poi andranno al Paese tutto”.
Ambrosini sottolinea la necessità di una politica organica che sostenga concretamente le famiglie nel percorso educativo dei figli. “Non è uno sconto in più a risolvere il problema, ma una strategia di lungo termine che riconosca il valore sociale dell’investimento educativo”.
Federcartolai e Ali da tempo chiedono al governo di sostenere le famiglie attraverso l’introduzione di detrazioni fiscali per le spese scolastiche esattamente come avviene per le spese mediche o per la palestra.