Sono stati 573 mila i visitatori nel centro città di Verona (all’interno dell’ansa dell’Adige) nel mese di febbraio, in lieve calo rispetto ai 586mila di gennaio; quasi 100mila i visitatori del weekend del 21 e 22 febbraio, quello della cerimonia di chiusura in Arena delle Olimpiadi di Milano Cortina. È quanto emerge dai dati del sistema di rilevazione di Confcommercio Verona in collaborazione con VeronaUp, che monitora i flussi basandosi su informazioni anonime provenienti dalla telefonia mobile.
In crescita i visitatori stranieri, passati da 122 mila a gennaio a 151 mila a febbraio. In testa alla classifica delle provenienze la Francia con 18.400 visitatori, seguita da Regno Unito (15.300), Austria (15.000), Stati Uniti (14.200), Spagna (12.000) e Polonia (8.700). Completano la top ten Romania (7.300), Hong Kong (4.700), Svizzera (4.400) e Brasile (3.900).
La fascia di età più rappresentata, stando alle rilevazioni, resta quella tra 45 e 54 anni e tra 55 e 64 anni, seguita dai 25-34enni.
Sul fronte della capacità di spesa si registra un comsolidamento degli “high spending”, quasi un terzo del totale, mentre i basso spendenti rappresentano la seconda categoria più consistente con il 22%
Tornando alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, nel periodo 5–22 febbraio l’Osservatorio di Destination Verona & Garda Foundation ha registrato un tasso medio di occupazione alberghiera del 67,4%, in crescita di 8,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’intero periodo: nel Comune di Verona l’occupazione alberghiera ha sfiorato l’80%, mentre nel centro storico ha superato l’85%.
“Il turismo continua a essere una leva fondamentale per la città di Verona, ma dovrà evolvere”, sottolinea il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso. “Accanto al segmento leisure, che rappresenta una ricchezza straordinaria per il territorio, dobbiamo rafforzare con decisione il turismo business, congressuale e fieristico. La capacità di attrarre eventi, meeting, convention e grandi appuntamenti professionali significa destagionalizzare i flussi, aumentare la qualità della spesa sul territorio e generare valore per tutto il sistema economico locale. Eventi di grande visibilità internazionale come la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi rappresentano una straordinaria vetrina per la città: gli effetti promozionali più rilevanti non si esauriscono nell’immediato, ma tendono a manifestarsi soprattutto nel medio e lungo periodo, quando l’immagine di Verona rafforzata da questi appuntamenti si traduce in nuove scelte di viaggio e in ulteriori opportunità di attrazione turistica e congressuale. In questo senso è decisiva l’azione sinergica degli attori della Verona & Garda Destination e del Convention Bureau, che devono lavorare in stretta collaborazione con imprese, istituzioni e infrastrutture strategiche come Aeroporto e Veronafiere”.
“Il rafforzamento del Convention Bureau rappresenta uno degli assi strategici su cui stiamo lavorando come Destination Verona & Garda Foundation”, spiega il presidente della Destination Verona & Garda Foundation, Paolo Artelio. “Verona ha tutte le caratteristiche per essere sempre più competitiva nel segmento congressuale e degli eventi professionali: una città riconosciuta a livello internazionale, infrastrutture fieristiche e aeroportuali importanti e un sistema di imprese dell’ospitalità di grande qualità. Il compito del Convention Bureau è proprio quello di mettere a sistema queste risorse, promuovendo la destinazione in modo coordinato e supportando l’attrazione di congressi, meeting e grandi eventi che portano valore economico e visibilità al territorio. Allo stesso tempo, il lavoro dell’Osservatorio è sempre più strategico: avere dati puntuali e aggiornati ci permette di leggere con precisione l’andamento della domanda, capire i cambiamenti nei mercati e costruire strategie di promozione e sviluppo della destinazione basate su informazioni concrete e non su percezioni”.