È entrata in vigore la Legge annuale sulle PMI (n. 34/2026), che introduce una disciplina organica contro le false recensioni online. La normativa sarà completata con le linee guida dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). A evidenziarne la portata è Paolo Artelio, presidente provinciale e regionale di FIPE Confcommercio e vicepresidente di Confcommercio Verona, che sottolinea come la tutela della reputazione digitale rappresenti oggi una leva strategica per la competitività delle imprese, soprattutto in territori a forte vocazione turistica.
“Si tratta di un provvedimento importante perché introduce finalmente criteri chiari per distinguere le recensioni autentiche da quelle false, dando risposta a situazioni che fino ad oggi non erano adeguatamente disciplinate”.
La legge stabilisce infatti parametri precisi per qualificare una recensione come lecita: deve essere collegata a un’esperienza reale, riferirsi a prodotti o servizi effettivamente utilizzati, essere pubblicata entro 30 giorni e non essere influenzata da incentivi, sconti o altri benefici che possano comprometterne l’imparzialità.
Particolarmente rilevante è l’introduzione di un limite temporale per la pubblicazione, pensato per garantire maggiore attendibilità e verificabilità dei contenuti, senza comprimere la libertà di espressione dei consumatori e consentendo agli esercenti di intervenire tempestivamente. Allo stesso tempo, il decorso di due anni dalla pubblicazione diventa elemento determinante per valutarne la perdita di attualità e quindi l’eventuale illiceità.
“Viene chiarito – prosegue Artelio – un principio che può sembrare scontato ma che non lo era affatto: una recensione è attendibile solo se proviene da chi ha realmente utilizzato il servizio. Questo consente di colmare lacune nei sistemi di verifica delle piattaforme e di rafforzare il concetto di recensione ‘verificata’”.
La normativa valorizza inoltre le recensioni supportate da una prova di acquisto, riconoscendo una presunzione di autenticità in presenza di documentazione fiscale, pur senza introdurre obblighi automatici per il consumatore.
La legge non introduce nuovi obblighi per piattaforme e motori di ricerca, ma rafforza il loro dovere di intervenire tempestivamente a seguito di segnalazione.
“È evidente però che la norma, da sola, non è sufficiente – sottolinea Artelio –. Serve un impegno concreto da parte delle piattaforme nel garantire controlli efficaci e tempi rapidi di intervento, così come è fondamentale che le imprese siano messe nelle condizioni di segnalare facilmente i contenuti illeciti”.
“L’auspicio – conclude il direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso – è che questa normativa contribuisca a ridurre progressivamente il fenomeno delle false recensioni. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, piattaforme ed esercenti sarà possibile costruire un ecosistema digitale più equo, credibile e a beneficio dell’intero sistema economico”.