Il mercato delle immatricolazioni auto in provincia di Verona chiude il mese di dicembre con un andamento sostanzialmente stabile, mostrando – sottolinea una nota di Confcommercio Verona sui dati Unrae – una tenuta migliore rispetto al contesto regionale, nonostante un quadro complessivo ancora segnato da incertezze. Nel dettaglio, a dicembre 2025 in provincia di Verona sono state immatricolate 1.522 autovetture, contro le 1.547 di dicembre 2024, con una flessione contenuta dell’1,62%.
Un dato che consente a Verona di confermare un peso rilevante sul mercato veneto, con una quota pari al 19,81% del totale regionale, in crescita rispetto al 18,99% registrato nello stesso mese dell’anno precedente.
Il confronto con il dato complessivo del Veneto evidenzia una dinamica più favorevole per Verona: a livello regionale, infatti, le immatricolazioni di dicembre si sono fermate a 7.683 unità, in calo del 5,68% rispetto alle 8.146 del dicembre 2024.
Guardando all’intero anno, il bilancio 2025 si chiude per la provincia di Verona con 20.654 immatricolazioni, a fronte delle 21.523 del 2024, segnando una contrazione del 4,04%. Anche in questo caso, Verona mantiene un ruolo centrale nel mercato automobilistico regionale, con una quota del 19,95%, sostanzialmente stabile rispetto al 20,10% dell’anno precedente.
Su scala regionale, nel periodo gennaio-dicembre, il Veneto registra complessivamente 103.505 immatricolazioni, in diminuzione del 3,33% rispetto alle 107.065 del 2024. Un calo che risulta meno accentuato rispetto a quello provinciale, ma che conferma una fase di rallentamento strutturale del mercato.
“I dati di dicembre e dell’intero 2025 restituiscono un quadro di sostanziale tenuta del mercato veronese”, commenta il presidente di Federauto Confcommercio Verona Massimo Montresor. “Rimangono tuttavia evidenti le difficoltà di un comparto condizionato dall’incertezza economica, dall’evoluzione normativa e dalla transizione tecnologica in atto. In questo contesto, sarebbe fondamentale sostenere famiglie e imprese con politiche chiare e stabili, in grado di favorire il rinnovo del parco auto e di accompagnare il mercato verso una mobilità sempre più sostenibile. C’è poi un crescente problema legato al reperimento di personale nel settore auto e service”.