Sicurezza, il 30% delle imprese del terziario segnala un peggioramento
I fenomeni criminosi aumentano e, in occasione della Giornata della Legalità promossa a livello nazionale da Confcommercio, le imprese veronesi del terziario richiamano l’attenzione sul valore della sicurezza urbana e della presenza delle attività economiche come presidio fondamentale per la qualità della vita nei quartieri e nei centri cittadini.
L’edizione 2026 della manifestazione, accompagnata dallo slogan “Più negozi e più sicurezza per contrastare la desertificazione e far crescere le comunità”, ha evidenziato ieri il ruolo che commercio, pubblici esercizi e servizi svolgono quotidianamente nella tutela del territorio e nella costruzione di comunità vive e attrattive.
“Legalità e sicurezza sono condizioni imprescindibili per garantire sviluppo economico, vivibilità e coesione sociale – sottolinea il presidente di Confcommercio Verona
Paolo Arena
–. I dati dell’indagine Confcommercio parlano chiaro: il 30% delle imprese del terziario del Nord Est, dato in linea con quello veronese, segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025 mentre il 54,2% ritiene che la presenza di negozi sfitti o chiusi favorisca microcriminalità e vandalismo. Dove ci sono negozi aperti, imprese attive e centri urbani vitali si crea presidio del territorio, si rafforza il senso di comunità e si contrasta il degrado. Non a caso il 75,1% delle imprese chiede maggiori presidi di sicurezza nelle aree interessate dalla microcriminalità. Al contrario, la desertificazione commerciale rischia di impoverire non solo l’economia ma anche il tessuto sociale delle nostre città”.
Un focus particolare riguarda il centro storico cittadino. “La microcriminalità, i fenomeni di degrado urbano rappresentano problematiche che incidono sulla percezione di sicurezza di residenti, imprese e visitatori – afferma la presidente della Prima Circoscrizione di Confcommercio Verona,
Francesca Toffali
–. Nel Nord Est il 27,2% delle imprese dichiara di aver riscontrato episodi criminali collegati alle baby gang nella propria zona operativa e il 37,8% teme gli effetti della mala movida, soprattutto per vandalismi, danneggiamenti e degrado urbano. Il centro storico deve continuare a essere un luogo vissuto, attrattivo e sicuro, capace di valorizzare il commercio di vicinato e le attività economiche che ogni giorno garantiscono presenza e vitalità. Gli episodi di questi giorni confermano che Verona non è abbastanza sicura. Serve un lavoro condiviso tra amministrazione, associazioni di categoria e forze dell’ordine per rafforzare il presidio urbano e prevenire situazioni di criticità”.
L’attenzione si estende anche ai quartieri della città. “Nelle periferie il degrado è purtroppo in aumento – dichiara il presidente della Settima Circoscrizione
Massimo Montresor
–. Secondo l’indagine Confcommercio, proprio il degrado urbano è indicato dal 39,1% delle imprese del Nord Est come la principale conseguenza della chiusura delle attività economiche di quartiere, davanti anche alla crescita dell’insicurezza e alla riduzione delle opportunità di lavoro. Quando vengono meno servizi e attività economiche aumentano inevitabilmente le fragilità sociali e il senso di abbandono. È quindi fondamentale sostenere le imprese dei quartieri, investire nella riqualificazione urbana e mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza, perché il commercio rappresenta un presidio sociale indispensabile anche nelle aree periferiche”.
Sul tema della sicurezza nel commercio interviene anche il presidente di Federpreziosi Confcommercio Verona,
Christian Salvi.
“Le attività del comparto orafo convivono da sempre con il rischio di furti e rapine – evidenzia Salvi –. Proprio i furti sono oggi il fenomeno criminale che preoccupa maggiormente gli imprenditori del terziario nel Nord Est e a Verona: il 37,3% delle imprese li considera il principale rischio per la sicurezza propria, dei collaboratori e delle attività. Crescono inoltre aggressioni e reati predatori, con percentuali superiori alla media nazionale. Per questo l’88,4% delle imprese del terziario del Nord Est, e Verona è allineata, ha investito negli ultimi anni in sistemi di videosorveglianza, allarmi antifurto e misure di protezione dei punti vendita. È importante continuare a lavorare sulla prevenzione e sul presidio del territorio, perché la sicurezza degli imprenditori, dei dipendenti e dei clienti rappresenta una priorità assoluta”.
Cambiando settore, “l’abusivismo nel settore immobiliare rappresenta un problema serio anche per il territorio veronese, come dimostra la recente operazione di polizia – aggiunge
Francesco Gentili
, presidente di FIMAA Confcommercio Verona –. Il 66,3% delle imprese del terziario del Nord Est ritiene di essere penalizzato da abusivismo e contraffazione, soprattutto in termini di concorrenza sleale e riduzione dei ricavi. Nel nostro comparto, come dimostrato dalla recente operazione che ha portato allo scoperto agenti immobiliari abusivi attivi nel Veronese, gli operatori privi di requisiti non mancano. Improvvisazione e attività svolte senza abilitazioni creano danni economici ai professionisti regolari e causano rischi importanti per i cittadini”.
“Confcommercio Verona – conclude il direttore generale
Nicola Dal Dosso
– ribadisce il proprio impegno nel promuovere la cultura della legalità, del rispetto delle regole e della concorrenza leale, valorizzando il ruolo delle imprese come elemento centrale per la crescita economica, la sicurezza e la qualità della vita del territorio. È significativo che il 68,4% degli imprenditori del Nord Est ritenga fondamentale denunciare gli episodi criminali subiti e che forze dell’ordine, associazioni antiusura e associazioni di categoria siano considerate i principali punti di riferimento per gli operatori economici minacciati dalla criminalità. Serve sostenere le imprese sane, contrastare ogni forma di illegalità e consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni, categorie economiche e forze dell’ordine”.